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THE YOUNG POPE
2016. December 22.

E’ un Papa anticonvenzionale quello che Paolo Sorrentino presenta in The Young Pope, serie televisiva le cui prime due puntate sono state proiettate in questi giorni alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. L’attore britannico Jude Law veste i panni di Pio XIII (al secoloLenny Belardo), abiti in cui si trova perfettamente a suo agio. Un uomo prima che un Papa, un individuo prima che Eminenza e – sebbene si compiaccia della sua carica e lo faccia presente ad ogni occasione – un peccatore.

 

Pio XIII è un uomo contraddittorio, pieno di dubbi: per tutti i centododici minuti di proiezione lo spettatore si misura ad affrontare la sua personalità complessa.

 

 

La visione e il suo atteggiamento così moderno si scontrano senza mezzi termini con l’ambiente del Vaticano, luogo ancorato alle tradizioni fatto di figure (un ottimo Silvio Orlando) e di fedeli a tratti grotteschi che vedono in lui motivo di turbamento.

Sorrentino decide di svolgere il tema “a traccia libera” e lo fa senza cadere nel cliché, senza sporcare ed infangare nulla e nessuno, raccontando tuttavia la “sua storia” grazie al suo essere “visionario”. I passi delle scarpe rosse del giovane Papa scandiscono il suo ingresso in ogni stanza del Vaticano e ci fanno curiosare dove non sarebbe possibile farlo. Ed è un puro piacere per gli occhi.


Il passato di bimbo cresciuto da Suor Mary (Diane Keaton) – che vorrà al suo fianco come guida nel suo pontificato – e il presente affiorano e svaniscono ad ogni sua boccata di sigaretta.
Difficile non tifare per lui, sebbene il suo essere controverso, ma d’altra parte non abbiamo forse un po’ tutti bisogno di metterci in discussione?

Chiara Orlando

per Fondazione Giovanni Santin Onlus

Budapest Museum Hotel
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