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La la land- Venezia 73
2017. January 30.

La La Land si apre all’insegna del più classico dei musical e la cosa mi inquieta, visto che proprio amante dei musical non sono.
Un Ryan Gosling arrabbiato e non ancora entrato nella parte, suona ripetutamente il clacson della sua convertible mentre supera la sua co-star Emma Stone (che invece entra nella parte dal primo istante del film) lungo una trafficata highway di Los Angeles.
Il loro incontro-scontro si trasformerà durante il film in qualcosa di magico, che ci farà pure dimenticare quanto sia cliché.

 

 

Perché è il sogno ciò che vivremo grazie a Damien Chazelle, il regista trentenne che si fece conoscere nel 2014 realizzando quel piccolo-grande capolavoro di Whiplash. Messi via gli Oscar di Whiplash – ben tre – si è messo subito al lavoro per questo progetto che aveva in testa da tempo: La La Land. Nel film sono tre attori a giocarsela: Emma Stone (nei panni di Mia), Ryan Gosling (nei panni di Sebastian) e Los Angeles, la città che ha il potere di avverare i sogni, come quello di distruggerli.

E i sogni quando si realizzano hanno un prezzo che va pagato (e pure piuttosto salato). Chazelle non ci interroga su cosa ne pensiamo di ciò, ma con sequenze dai colori brillanti, un omaggio aGene Kelly e cieli stellati ci trasporta in un’atmosfera sognante e senza tempo.
La carriera di attrice per Mia e di musicista jazz per Sebastian saranno due rocce a cui aggrapparsi, per non cadere nel precipizio dell’insoddisfazione personale. Due sognatori, due creativi che rifuggono la mediocrità della vita normale, dei lavori comuni e delle persone comuni.

 

A tessere d’oro la trama del film è la colonna sonora che ho iniziato a canticchiare tra me e me durante la proiezione e che ho fischiettato una volta uscita dalla Sala. O era un sogno?

Chiara Orlando

per Fondazione Giovanni Santin Onlus

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